Premio Achille Castiglioni 2025: un riconoscimento alla cultura del progetto

La sera del 18 dicembre 2025, presso l’ADI Design Museum di Milano, Studio Paradisiartificiali ha ricevuto il 1° Premio Achille Castiglioni Design & Ospitalità, promosso dall’associazione OspitaMI in collaborazione con la Fondazione Achille Castiglioni.

Il riconoscimento, assegnato nell’ambito di una selezione dedicata ai progetti di ospitalità realizzati a Milano e provincia, nasce con un intento preciso: valorizzare quegli interventi in cui l’accoglienza non è intesa come semplice allestimento estetico, ma come progetto integrato, capace di coniugare identità, funzionalità e qualità dello spazio.

La giuria, che comprendeva figure di rilievo del panorama progettuale e culturale milanese — tra cui Giovanna Castiglioni per la Fondazione Achille Castiglioni, Francesca Magni, direttrice di CASAfacile, e il prof. Carlo Alberto Maggiore per il Politecnico di Milano – Scuola del Design — ha orientato la selezione verso progetti capaci di integrare qualità spaziale e responsabilità dell’accoglienza.

La cerimonia si è svolta in un luogo simbolico per la cultura del design italiano. Ricevere questo premio all’interno dell’ADI Design Museum significa collocare il tema dell’ospitalità domestica in una tradizione progettuale più ampia, in cui il design è inteso come strumento di pensiero, capace di generare innovazione.

Per Studio Paradisiartificiali, il conferimento del primo premio rappresenta un passaggio importante: non solo un riconoscimento formale, ma una conferma di un metodo che affronta lo spazio come campo di ricerca progettuale, al servizio delle necessità quotidiane.

Cerimonia di premiazione del Premio Achille Castiglioni Design & Ospitalità 2025 presso l’ADI Design Museum di Milano.

La motivazione della giuria: visione, benessere e responsabilità

Il progetto premiato, “L’Oasi di Ines”, è stato riconosciuto dalla giuria come

un esempio brillante di come l’ospitalità d’eccellenza non sia una questione di metri quadri, ma di visione progettuale

Una frase che sposta immediatamente il baricentro della valutazione. Non la dimensione, non l’apparenza, ma la costruzione consapevole dello spazio. In un ambito come quello dell’ospitalità domestica, spesso misurato in termini di resa economica o impatto visivo, la giuria ha scelto di valorizzare un progetto di dimensioni contenute sulla base di un principio più strutturale: la qualità nasce dal progetto.

La motivazione sottolinea inoltre “la profonda comprensione della relazione tra design e benessere dell’ospite”. Un passaggio che introduce un elemento centrale: il design non come firma, ma come strumento per rendere l’esperienza intuitiva, confortevole e proporzionata. L’ospitalità viene così interpretata come equilibrio tra funzionalità, atmosfera e uso quotidiano.

Tra gli aspetti evidenziati compare anche la presenza di una “costante e discreta ironia”. Un’ironia intesa non come espediente formale, ma come attitudine progettuale capace di orientare il modo in cui lo spazio si offre a chi lo abita.

La motivazione si conclude con un’affermazione che amplia ulteriormente il significato del riconoscimento: “l’ospitalità come gesto rispettoso, di qualità e privo di pregiudizi, fondato sull’idea che ogni viaggiatore abbia diritto a soggiornare in case confortevoli e belle”.

In questa prospettiva, il premio non sancisce soltanto la riuscita di un intervento specifico, ma riconosce un ruolo più ampio: considerare l’accoglienza non come allestimento, bensì come responsabilità culturale.

Conferimento del 1° Premio Achille Castiglioni Design & Ospitalità 2025 a Studio Paradisiartificiali.

L’appartamento “L’Oasi di Ines” pubblicato su Airbnb, tra le case più apprezzate dagli ospiti a Milano.

Il progetto: densità simbolica in 36 metri quadrati

“L’Oasi di Ines” occupa 36 mq in una casa a ringhiera milanese, con l’impianto tipico di queste unità: affaccio sul ballatoio, zona notte sul retro, un piccolo nucleo centrale di servizio.

La configurazione non consentiva trasformazioni distributive. Il progetto non ha ampliato né demolito: ha lavorato per intensificazione.

La casa a ringhiera porta con sé una memoria collettiva, una porosità tra privato e comunità che ancora oggi attraversa il cortile e il ballatoio. Intervenire in questo contesto significava assumere quella stratificazione come parte del progetto.

L’intensità cromatica dell’edificio — il vivace intonaco del cortile unito alla multicolore biancheria stesa ad asciugare — suggerisce un interno non neutrale, capace di restituire energia e identità anche in scala ridotta. Il colore diventa strumento primario.

Una famiglia di galline compone una grafica appositamente commissionata all’artista ucraino Pavel Zhovba. Non un vezzo illustrativo, ma un segno che richiama la matrice domestica e popolare del luogo, introducendo una riflessione più ampia sulla convivenza tra specie e sull’idea stessa di comunità.

Nel bagno, il locale più piccolo, il colore si organizza secondo una griglia modulare ispirata all’opera di Ellsworth Kelly. Con semplici piastrelle 10×10, lo spazio di servizio si trasforma in episodio percettivo, dove ritmo e composizione astratta sostituiscono la pura funzione.

L’intero progetto, realizzato con arredi di design accessibile e un budget misurato, concentra qualità senza ostentazione. Un piccolo intervento che non modifica la struttura, ma ne ridefinisce il significato.

Locandina ufficiale della terza edizione del Premio Achille Castiglioni Design & Ospitalità 2025.

Oltre il riconoscimento

Il Premio Achille Castiglioni Design & Ospitalità 2025 per noi non rappresenta un punto di arrivo, ma una conferma di direzione.

In un contesto urbano come Milano, dove l’ospitalità diffusa è ormai parte strutturale del tessuto abitativo, il progetto di interni non può limitarsi a rispondere a esigenze funzionali o a logiche di mercato. Ogni intervento è chiamato a misurarsi con la memoria dei luoghi, con la qualità dell’esperienza e con la responsabilità di generare spazi rispettosi, accoglienti e consapevoli.

“L’Oasi di Ines” dimostra che anche una superficie minima può diventare campo di ricerca progettuale. Non è la scala a determinare il valore, ma l’intensità del pensiero che la attraversa.

Il riconoscimento ricevuto non celebra semplicemente un progetto riuscito, ma rafforza un’idea: l’ospitalità, quando è affrontata con rigore e sensibilità, può diventare cultura del progetto.

Per Studio Paradisiartificiali, questo riconoscimento ha anche un valore personale. Achille Castiglioni rappresenta una delle figure che hanno formato la nostra attitudine al progetto: rigore e ironia, funzione e libertà, ricerca e leggerezza. Essere premiati con un riconoscimento che porta il suo nome significa percepire una continuità, più che una celebrazione.

Il cortile della casa a ringhiera milanese che ospita “L’Oasi di Ines”.

Portfolio

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